mercoledì 20 giugno 2012

Rubrica: Ma qual razza di fancazza Argomento: L'aria che tira...

Ciao ragà! E' tanto che non ci si sente. Purtroppo sono strapiena di cose da fare e il tempo per scrivere sul blog rimane sempre e comunque poco. :( Ma torniamo a noi.
Mi è successa una cosa che non aspettavo minimamente, ovvero sono stata ospitata nella trasmissione "L'aria che tira" di LA7 per argomentare il discorso della disoccupazione, in particolar modo quella nella mia fascia d'età. Premetto ringraziando vivamente l'autore, Riccardo Gallozzi, la conduttrice, Myrta Merlino, e tutti i membri dello staff (che mi perdoneranno se non ricordo tutti i loro nomi, chi mi conosce sa che ho una memoria orrenda:), e anche la truccatrice, la parrucchiera e la costumista. Loro mi hanno accolta in una maniera strepitosa e mi sono sentita fin da subito a mio agio. Dopo queste premesse il mio intento alla partecipazione televisiva voleva sottolineare quanto la nostra generazione sta affrontando in campo lavorativo e sociale, e avrei desiderato poter esporre i disagi e le iniziative che elaboriamo continuamente per poter uscire da questo "momento storico". Voi siete consapevoli di quanti discorsi affrontiamo insieme durante le nostre serate, a tavolino di fronte a birra e Red Bull, confrontandoci per mantenerci vivo lo spirito e non lasciarci abbattere dalla situazione attuale.
Scrivo questo post per cercare un confronto con chiunque di voi abbia visto il programma e invito vivamente chi non l'avesse visto a usufruire del link qui sotto.


http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270841

Sono dispiaciuta di non essere stata in grado di chiedere la parola e di "correggere" il tiro su quanto le parole del sig. Dino Ubiali abbiano, forse involontariamente, sminuito l'impegno di NOI che dovremmo essere la NUOVA FORZA LAVORO di questo paese. Noi, che credendo nei NOSTRI IDEALI, supportati dai SACRIFICI delle NOSTRE famiglie, tentiamo di dare una svolta e un senso al "nulla" che attualmente ci viene offerto. Nell'intervista io, vent'enne, appaio come priva di capacità di accettazione e adattamento, ma sia io che voi sappiamo a quanti e quali COMPROMESSI lavorativi ed economici scendiamo ogni qual volta accettiamo quegli pseudo-accordi di lavoro, che, invece di aiutarci a maturare una professionalità, ci uccidono nell'autostima e rendono vani tutti i nostri sforzi precedenti (scuole specifiche o esperienze già maturate).

Sono veramente grata e riconoscente al sig. Riccardo Gallozzi e alla redazione del "L'aria che tira" per la possibilità di portare la NOSTRA VOCE, ma nel contempo mi scuso con voi, ragazzi, per non aver saputo GRIDARE il nostro ENTUSIASMO (che so per certo, non manca e non mancherà mai).


Grazie ancora^^
A presto